IL NUMERO DEL CAMPIONE
Sullo sportello della mia auto, c'è un numero...
Il numero 46, un numero che cerco di onorare, come il nostro campione di motociclismo nazionale, sempre in forma, sempre impavido mai arrendevole.
In fondo è stato proprio lui, il grande Valentino, con la sua risalita, a ispirare il mio combattimento in un determinato momento della vita, e per questo lo ringrazio da lontano, consapevole che questo non è un lavoro per vecchi, come dicono gli influencer, ma che ho ancora in canna qualche cartuccia da sparare, o meglio qualche freccia da scoccare.
"Ho comperato un arco" così mi salutò in una mattina d'estate la mia collega Paoletta, raggiante di felicità per l'acquisto avvenuto in una antica armeria del centro storico....
" E mi sono iscritta alla scuola per arcieri, stasera ho la prima lezione"
Il suo corso di tiro con l'arco, divenne un occasione di crescita per entrambe, perchè capitava che lei mi raccontasse la filosofia zen, tratta dai libri che parlavano dell'argomento e mi illustrasse con tutta la sua passione, le varie tecniche apprese.
"Il mio compagno di tiro con l'arco è cieco, e nonostante tutto non sbaglia un colpo e fa sempre centro" mi riferì una mattina mentre stavamo montando un complicatissimo lampadario di cristallo.
"Gli ho chiesto come fa e lui sai cosa mi ha risposto? Che pensa con attenzione solo all'obiettivo."
L'obiettivo, quello era il segreto, e anche ad occhi chiusi, al buio come in pieno giorno, imparammo a focalizzarlo e vederlo con chiarezza, e capimmo che per centrarlo era necessario silenzio, concentrazione e una giusta tecnica.
Si, perchè anche se conosci l'obiettivo, ma non sai calcolare bene in che modo tirare, con quanta forza, e non controlli il vento e la distanza, la freccia cadrà prima di arrivare alla meta o sarà deviata.
"Se vuoi tirare più lontano, devi tendere la corda ancora più indietro e avere l'arco adatto a te e alla tua forza" mi spiegava, e io ascoltavo e facevo mie le sue esperienze.
L'arte del tiro con l'arco, è l'argomento più vicino alla vita che ci sia.
Se vuoi ottenere qualcosa, è necessario fermasi un momento e talvolta tornare indietro e dire No agli altri e Si a Te stesso!
E questo me lo ha mostrato bene la nostra Paoletta, che dopo aver trascorso le vacanze estive al campo arcieri, al rientro assistette assieme a me, anni fa, alla prima fase di rallentamento delle vendite.
"Faccio domanda per la scuola infermieri" mi rivelò "è da molto che ci penso e se riesco ad entrare, mi licenzio"
Si era fermata, era seduta sulla storica panchina in ghisa vicino al finestrone e mi guardava con gli occhi umidi.
"In due siamo troppe, e io sono sacrificabile"
" Ma come farai, sono tre anni di scuola e perderai il lavoro, è una pazzia! Questa è una crisi momentanea, vedrai che ci sarà una risalita."
"Ricorda" mi disse "guarda sempre all'obiettivo e tira bene indietro il braccio per centrare il bersaglio"
Compresi cosa intendeva dire, solo fermandosi, o solo apparentemente tornando indietro, avrebbe realizzato il suo sogno, anche a costo di sacrificio, di sentirsi criticare e talvolta deridere.
Appoggiai in pieno la sua idea e in pochi giorni si preparò alla perfezione per il test, risultando la prima.
Con la sua lungimiranza, aveva analizzato il mercato attraverso la lettura di quotidiani,
capito quale erano le richieste di lavori utili,
compreso quello che avrebbe fatto con amore, per la sua inclinazione da crocerossina
e testando le sue forze, aveva promesso a se stessa che allo scadere del terzo anno, avrebbe ottenuto la Seconda laurea della sua vita, quella in Infermieristica,
senza permettersi di andare fuori corso,
senza distrazioni e centrando il suo obiettivo.
E così è stato.
Adesso è Infermiera, obiettivo raggiunto.
Ma non è stato facile, ha abbandonato la sua zona di confort, il lavoro precedente, le amicizie e poi la città, ma adesso sa di fare un lavoro utile e necessario, e che difficilmente qualcuno la farà sentire di troppo.
" E tu che fai?" mi chiese salutandomi "Rimani?"
" Per ora mi sembra la cosa giusta, qualcuno deve pur vendere, ci ho messo l'anima in questo lavoro, poi ricorda che io sono il numero 46 e non mi arrendo.
Troverò anche io la mia strada, forse un giorno riconoscerò il mio obiettivo, nel frattempo cercherò di fare del mio meglio,
sono ancora alla ricerca del mio talento nascosto." Sorrisi e l'abbracciai.
Questo, è dedicato a te,
che dubiti, che vorresti ma esiti,
che temi il giudizio e non vivi la tua vita.
Se insegui il tuo sogno, prima o poi il sogno si realizzerà.
Se abbandoni il tuo sogno, finirai per realizzare il sogno di qualcun altro.
E adesso, fermati, chiudi gli occhi, immagina lo scopo della tua vita e scocca la tua freccia.
E il momento!
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