QUEL GIORNO IN BANCA
"Ma che fine hanno fatto tutti i clienti?"
La mattinata era passata nel più totale silenzio, niente telefonate, niente visite da parte dei clienti e guardando dall'alto dell'ampia vetrata la rotatoria davanti, mi chiedevo la ragione di questa eccessiva tranquillità.
Avevo sentito alla radio di alcuni problemi alla banca locale, ma vi avevo dato poco peso.
Si parlava di azioni e obbligazioni andate letteralmente in fumo e di fallimento della nostra banca storica.
Erano argomenti che mi confondevano, di cui ero profondamente ignorante, dai quali mi ero sempre tenuta alla larga e che pensavo essere giusti solo per le persone ricche e facoltose.
Il mio animo artistico non assimilava bene i concetti di denaro, di investimento e di impresa.
A me bastava il mio stipendio, meritato e sicuro, e in base a quello avevo sempre calibrato le mie spese.
Quindi tutte quelle parolone che venivano diffuse dai media nazionali non lasciavano segni profondi nella mia coscienza.
Se non che, i giorni senza clienti cominciarono a sommarsi e mi accorsi che le disavventure degli investitori, stavano ricadendo anche su di noi e quindi su di me.
Ormai avevo pulito ogni lampadario, le plafoniere scintillavano, la mostra era stata rimodellata, ma il silenzio continuava.
Passata la prima settimana, con il misero gruzzoletto vado finalmente in banca e li, trovo tutta la gente del quartiere, affollata dentro e fuori, persone di tarda età, dall'aria rattristata e dagli occhi cerchiati per le notti insonni e le lacrime versate.
Trovo tutti i miei clienti, concorrenti e amici.
"Ciao Silvì" mi saluta uno, "Ciao illuminazione" continua l'altra.
E io rispondo a quello e a quell'altro, stringo la mano ad uno e abbraccio l'altra, riconosco visi e storie, mi faccio largo tra la gente per entrare e prendere il numero di attesa.
Leggo il bigliettino che mi avvisa "tempo di attesa un ora e quindici."
Aspetto con pazienza il mio turno, appoggiandomi al lampione di ghisa che decora la sala centrale e guardandomi intorno.
Ogni sguardo è un saluto ad una persona che conosco. Ogni sguardo è un pugno allo stomaco, tanta è la sofferenza.
Si avvicina una donna, è una commerciante e impresaria, la sua azienda famosa ha fornito materiale a tutta la città e oltre, da decenni. Ogni settimana, da anni ci incrociamo per versare i soldi in questa banca, ogni settimana ci salutiamo con rispetto, con un sorriso.
Mi stringe la mano. E' gelida.
Mi tiene la mano. Sento che ha bisogno di sostegno.
Stiamo insieme ad attendere il suo turno, oggi è il giorno decisivo per la sua azienda.
Tutto il suo lavoro, tutti i suoi anni, tutti i soldi sono stati bruciati da investimenti scorretti e dovrà chiudere un'attività di cinquant'anni.
Viene invitata in una delle stanze laterali, quelle dei dirigenti. Lascia la mia mano, e si incammina, consegnandomi le sue emozioni e una strana sensazione, simile a quella che avevo sentito, anni prima, visitando un campo di concentramento durante una gita.
Sta andando al supplizio.
Da quella stanza, infatti si sentiranno nella mezz'ora seguente le sue lamentele e le urla di risposta da parte di un funzionario:
"Basta!"
Altre suppliche..
"Basta!"
Franco, un vecchio rappresentante di materiali elettrici, mi si avvicina.
"Cosa sta succedendo?" gli chiedo.
"Non gli rinnoveranno il prestito, e inoltre mal consigliata da alcuni amici ha investito tutto il capitale in azioni bancarie e in obbligazioni subordinate. Per lei è la fine. E per tutti coloro che hanno a che fare con lei ossia i suoi dipendenti, i suoi fornitori, i suoi familiari!"
Penso ai ragazzi che lavorano nel suo magazzino e al bellissimo rapporto di fiducia e collaborazione che abbiamo sviluppato in tutti questi anni ...quando non riuscivano a trovare una soluzione mi mandavano i loro clienti.
Penso a Piero, che rimarrà senza lavoro e a sua moglie che è in cassa integrazione.
"Pensierosa piccola?" sorride Franco.
Per la prima volta in vita mia, mi sto avvicinando all'Economia e alla Finanza, e questa lezione sta trasformando la mia mente e il mio cuore.
"Hai presente quante persone sono collegate a questa azienda?" gli dico.
Mi risveglio da un lungo letargo.
"Come è stato possibile che commercianti e imprenditori navigati, siano caduti in questa rete?"
Franco, ripiega il suo giornale e riflette un pò.
"Sono imprenditori nati in un altro contesto, in un altra epoca, quando per fare soldi non erano necessarie grandi competenze, bastava lavorare duro.
Il problema è che questa incoscienza continua anche nelle nuove generazioni.
Parlare di soldi non è elegante,
ma se tu hai dei sogni devi parlare di soldi,
perchè i soldi sono la materia prima per la realizzazione dei tuoi sogni, ragazza mia."
Franco prende un foglio, traccia una tabella e mi chiede
"Hai dei sogni? O hai avuto dei sogni in passato? Ebbene, se ancora ne hai, devi scrivere i tuoi obbiettivi.
Ogni persona è una Impresa.
Devi compilare il tuo piano finanziario, dove indicare i tuoi obbiettivi, il tempo e i soldi necessari da investire.
La finanza è una cosa facile, se dai il giusto valore alla tua vita, al tuo tempo e ai soldi."
Lo guardo con aria confusa. Per me è sempre stata una materia da cui stare alla larga. Ricordo bene gli ultimi anni di vita di mio padre, tormentato più dal pensiero di aver perso i suoi risparmi in un investimento frode che dalla sua malattia.
Ricordo bene la sua preoccupazione per il mio futuro.
"Bene, oggi inizia la tua formazione finanziaria.
Sarà un processo lungo, perchè devi liberarti dalle tue paure, dai tuoi preconcetti sul denaro, ma lo puoi fare con lo studio e con l'analisi di te stessa.
Molti pensano che l'economia e la finanza siano una scienza esatta, come la matematica e la fisica.
Niente di più sbagliato.
L'economia e la finanza sono scienze umane, che hanno a che vedere con le emozioni, i comportamenti e le relazioni umane."
Guardo il foglio.
Devo scrivere i miei obbiettivi, delineare la mia strategia, come dice lui.
"A te piace combattere, ti ho visto in palestra anni fa.
Bene, l'investimento e ogni attività imprenditoriale, si basano sui principi della guerra e comportano un rischio.
Devi andare in battaglia, conoscendo il tuo nemico e possibilmente il campo di scontro, provvisto delle armi giuste e seguendo una strategia. Senza lasciarti influenzare dalle notizie.
Avanzare sempre seguendo il tuo obbiettivo."
Si guarda intorno
"Vedi tutta la gente qua fuori?
L'80% sono coloro che si sono mossi spinti dalle notizie ascoltate dai quotidiani,
solo il 20% sono i diretti interessati, come la nostra amica.
Ma la gente non conosce la materia.
Non distingue le varie forme di investimento e neppure la differenza dalla speculazione.
E vedo che per te è lo stesso.
Io sono andato in pensione all'età di cinquant'anni, perchè ho lavorato per questo negli anni precedenti.
Ho lavorato nella mia azienda per guadagnare, risparmiare e investire ancora nella mia azienda.
E adesso posso dire di potermi godere il tempo che mi rimane vivendo di rendita.
Non é difficile, se conosci ."
E' il mio turno. Tocca a me.
Esco dalla banca e attendo la mia amica.
Non è in grado di andare a casa in quelle condizioni da sola.
"Ti posso accompagnare a casa?"
Annuisce.
E' un percorso infinito in cui sento ogni suo respiro e intravvedo le sue lacrime mute.
Scende dall'auto, quasi inciampando.
E' sfinita, ma ha ancora forza per l'ultimo sorriso e una stretta di mano.
" Lo sa signora" mi dice
"Io ho dato ascolto ad una persona che mi ha stretto la mano e mi ha rovinato.
Ma per me questo gesto è ancora importante!"
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La mattinata era passata nel più totale silenzio, niente telefonate, niente visite da parte dei clienti e guardando dall'alto dell'ampia vetrata la rotatoria davanti, mi chiedevo la ragione di questa eccessiva tranquillità.
Avevo sentito alla radio di alcuni problemi alla banca locale, ma vi avevo dato poco peso.
Si parlava di azioni e obbligazioni andate letteralmente in fumo e di fallimento della nostra banca storica.
Erano argomenti che mi confondevano, di cui ero profondamente ignorante, dai quali mi ero sempre tenuta alla larga e che pensavo essere giusti solo per le persone ricche e facoltose.
Il mio animo artistico non assimilava bene i concetti di denaro, di investimento e di impresa.
A me bastava il mio stipendio, meritato e sicuro, e in base a quello avevo sempre calibrato le mie spese.
Quindi tutte quelle parolone che venivano diffuse dai media nazionali non lasciavano segni profondi nella mia coscienza.
Se non che, i giorni senza clienti cominciarono a sommarsi e mi accorsi che le disavventure degli investitori, stavano ricadendo anche su di noi e quindi su di me.
Ormai avevo pulito ogni lampadario, le plafoniere scintillavano, la mostra era stata rimodellata, ma il silenzio continuava.
Passata la prima settimana, con il misero gruzzoletto vado finalmente in banca e li, trovo tutta la gente del quartiere, affollata dentro e fuori, persone di tarda età, dall'aria rattristata e dagli occhi cerchiati per le notti insonni e le lacrime versate.
Trovo tutti i miei clienti, concorrenti e amici.
"Ciao Silvì" mi saluta uno, "Ciao illuminazione" continua l'altra.
E io rispondo a quello e a quell'altro, stringo la mano ad uno e abbraccio l'altra, riconosco visi e storie, mi faccio largo tra la gente per entrare e prendere il numero di attesa.
Leggo il bigliettino che mi avvisa "tempo di attesa un ora e quindici."
Aspetto con pazienza il mio turno, appoggiandomi al lampione di ghisa che decora la sala centrale e guardandomi intorno.
Ogni sguardo è un saluto ad una persona che conosco. Ogni sguardo è un pugno allo stomaco, tanta è la sofferenza.
Si avvicina una donna, è una commerciante e impresaria, la sua azienda famosa ha fornito materiale a tutta la città e oltre, da decenni. Ogni settimana, da anni ci incrociamo per versare i soldi in questa banca, ogni settimana ci salutiamo con rispetto, con un sorriso.
Mi stringe la mano. E' gelida.
Mi tiene la mano. Sento che ha bisogno di sostegno.
Stiamo insieme ad attendere il suo turno, oggi è il giorno decisivo per la sua azienda.
Tutto il suo lavoro, tutti i suoi anni, tutti i soldi sono stati bruciati da investimenti scorretti e dovrà chiudere un'attività di cinquant'anni.
Viene invitata in una delle stanze laterali, quelle dei dirigenti. Lascia la mia mano, e si incammina, consegnandomi le sue emozioni e una strana sensazione, simile a quella che avevo sentito, anni prima, visitando un campo di concentramento durante una gita.
Sta andando al supplizio.
Da quella stanza, infatti si sentiranno nella mezz'ora seguente le sue lamentele e le urla di risposta da parte di un funzionario:
"Basta!"
Altre suppliche..
"Basta!"
Franco, un vecchio rappresentante di materiali elettrici, mi si avvicina.
"Cosa sta succedendo?" gli chiedo.
"Non gli rinnoveranno il prestito, e inoltre mal consigliata da alcuni amici ha investito tutto il capitale in azioni bancarie e in obbligazioni subordinate. Per lei è la fine. E per tutti coloro che hanno a che fare con lei ossia i suoi dipendenti, i suoi fornitori, i suoi familiari!"
Penso ai ragazzi che lavorano nel suo magazzino e al bellissimo rapporto di fiducia e collaborazione che abbiamo sviluppato in tutti questi anni ...quando non riuscivano a trovare una soluzione mi mandavano i loro clienti.
Penso a Piero, che rimarrà senza lavoro e a sua moglie che è in cassa integrazione.
"Pensierosa piccola?" sorride Franco.
Per la prima volta in vita mia, mi sto avvicinando all'Economia e alla Finanza, e questa lezione sta trasformando la mia mente e il mio cuore.
"Hai presente quante persone sono collegate a questa azienda?" gli dico.
Mi risveglio da un lungo letargo.
"Come è stato possibile che commercianti e imprenditori navigati, siano caduti in questa rete?"
Franco, ripiega il suo giornale e riflette un pò.
"Sono imprenditori nati in un altro contesto, in un altra epoca, quando per fare soldi non erano necessarie grandi competenze, bastava lavorare duro.
Il problema è che questa incoscienza continua anche nelle nuove generazioni.
Parlare di soldi non è elegante,
ma se tu hai dei sogni devi parlare di soldi,
perchè i soldi sono la materia prima per la realizzazione dei tuoi sogni, ragazza mia."
Franco prende un foglio, traccia una tabella e mi chiede
"Hai dei sogni? O hai avuto dei sogni in passato? Ebbene, se ancora ne hai, devi scrivere i tuoi obbiettivi.
Ogni persona è una Impresa.
Devi compilare il tuo piano finanziario, dove indicare i tuoi obbiettivi, il tempo e i soldi necessari da investire.
La finanza è una cosa facile, se dai il giusto valore alla tua vita, al tuo tempo e ai soldi."
Lo guardo con aria confusa. Per me è sempre stata una materia da cui stare alla larga. Ricordo bene gli ultimi anni di vita di mio padre, tormentato più dal pensiero di aver perso i suoi risparmi in un investimento frode che dalla sua malattia.
Ricordo bene la sua preoccupazione per il mio futuro.
"Bene, oggi inizia la tua formazione finanziaria.
Sarà un processo lungo, perchè devi liberarti dalle tue paure, dai tuoi preconcetti sul denaro, ma lo puoi fare con lo studio e con l'analisi di te stessa.
Molti pensano che l'economia e la finanza siano una scienza esatta, come la matematica e la fisica.
Niente di più sbagliato.
L'economia e la finanza sono scienze umane, che hanno a che vedere con le emozioni, i comportamenti e le relazioni umane."
Guardo il foglio.
Devo scrivere i miei obbiettivi, delineare la mia strategia, come dice lui.
"A te piace combattere, ti ho visto in palestra anni fa.
Bene, l'investimento e ogni attività imprenditoriale, si basano sui principi della guerra e comportano un rischio.
Devi andare in battaglia, conoscendo il tuo nemico e possibilmente il campo di scontro, provvisto delle armi giuste e seguendo una strategia. Senza lasciarti influenzare dalle notizie.
Avanzare sempre seguendo il tuo obbiettivo."
Si guarda intorno
"Vedi tutta la gente qua fuori?
L'80% sono coloro che si sono mossi spinti dalle notizie ascoltate dai quotidiani,
solo il 20% sono i diretti interessati, come la nostra amica.
Ma la gente non conosce la materia.
Non distingue le varie forme di investimento e neppure la differenza dalla speculazione.
E vedo che per te è lo stesso.
Io sono andato in pensione all'età di cinquant'anni, perchè ho lavorato per questo negli anni precedenti.
Ho lavorato nella mia azienda per guadagnare, risparmiare e investire ancora nella mia azienda.
E adesso posso dire di potermi godere il tempo che mi rimane vivendo di rendita.
Non é difficile, se conosci ."
E' il mio turno. Tocca a me.
Esco dalla banca e attendo la mia amica.
Non è in grado di andare a casa in quelle condizioni da sola.
"Ti posso accompagnare a casa?"
Annuisce.
E' un percorso infinito in cui sento ogni suo respiro e intravvedo le sue lacrime mute.
Scende dall'auto, quasi inciampando.
E' sfinita, ma ha ancora forza per l'ultimo sorriso e una stretta di mano.
" Lo sa signora" mi dice
"Io ho dato ascolto ad una persona che mi ha stretto la mano e mi ha rovinato.
Ma per me questo gesto è ancora importante!"
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