IL LIBRAIO MAGICO
Dopo essere stata istruita a dovere su come gestire la mostra di lampadari,
l'architetto mi consegnò le chiavi e mi salutò.
Ma, quando stava per scendere le scale, si fermò, si volse verso di me e se ne uscì con un.....
"Non ti ho detto dell'appuntamento del mercoledì....ma lo vedrai da sola"
I primi giorni di lavoro, furono intensi e quelle parole mi scorsero via, tra la frenesia delle mille faccende.
Finchè, il mercoledì, in orario di chiusura pranzo, mentre scendevo le scale per uscire, ecco entrare dalla porta, un ometto.
Era anziano, saliva gli scalini piano, curvato dal peso di alcuni libri, che teneva con premura sotto i bracci.
Mi guardò dolcemente e con voce gentile...
"Buongiorno, sono il librario,
e sono qui per proporre dei libri,
che ho scelto per la mia clientela.
Come.. la signora che l'ha preceduta,
le interessa, fare parte, della mia cerchia di clienti?"
Era ora di pranzo, ripenso ancora al languorino, alla pancia che aveva fame...
il mio desiderio immediato, era quello di andare a casa e rilassarmi un poco, per poi riprendere il lavoro con più forza nel pomeriggio...ma qualcosa mi intrattenne.
"Venga, mi passi qualche libro, le do una mano"
Rivedo ancora il suo sorriso soddisfatto...aveva un nuovo cliente...
Posammo i suoi libri sul banco e con la cura di un innamorato, cominciò a descrivermi i punti salienti dei libri, che quel giorno aveva selezionato, per i suoi clienti speciali.
Parlava con calma, scegliendo le parole, attendendo, che io assimilassi quello che mi diceva, accarezzava le pagine con premura e segnalava le parole citate in ogni preciso paragrafo....
aveva letto e studiato ogni libro che mi proponeva!
"Perchè vendi libri?" gli chiesi.
Fu una domanda naturale, spontanea, indirizzata a una persona che sembrava avere ottenuto tutto dalla vita, ma che ancora continuava il suo cammino e andava alla ricerca di qualcosa o qualcuno.
Rimase sorpreso...
"Nessuno mi ha mai fatto questa domanda, in genere vengo giudicato per questo.
Anche le persone a me care, dicono che dovrei stare a casa, invece di ricevere umiliazioni e porte in faccia.
Ma ho una missione... "
E comincia a raccontare...
"Sai, io, da piccolo non avevo libri.
E rimanevo meravigliato, tutte le volte che andavamo a pagare l'affitto dal nostro padrone di casa.
Ci riceveva in una immensa stanza piena di libri, alcuni dei quali si potevano raggiungere solo salendo una scala a chiocciola, ed erano illuminati da una lanterna a gas.
Un giorno, mentre il babbo e il padrone stavano parlando, mi intrufolai su....per quella scala e ne lessi i titoli.
E dissi a me stesso che avrei avuto anch'io una biblioteca in quel modo."
Il racconto mi stava prendendo, perchè dietro il racconto c'era di più...c'era un insegnamento.
Il venditore di libri continuò.
"Mi offrii, subito, alla cura della Biblioteca, facendo vedere, che gli scaffali erano impolverati,
e chiesi, come compenso, la possibilità di leggerne i volumi.
Il babbo mi diede dello sfrontato, ma il padrone, sempre lungimirante, accettò la mia proposta e da quel giorno, dopo la scuola, il pomeriggio, andavo a prendermi cura, di quella specifica stanza della villa.
Portavo con me un quaderno, dove appuntavo le frasi di quei libri che colpivano di più la mia immaginazione, e puntuale ogni giorno mi recavo nel mio luogo di lavoro.
Lì, io, mi sentivo vibrare, di una energia, che non trovavo da nessun' altra parte. Quelle, erano le vibrazioni psichiche dei libri e del suo lettore, il mio padrone.
Il mio padrone, era un grande industriale, e passava ogni mattina a consultare i suoi libri, per poi prendere sagge decisioni, che facevano sempre incrementare il lavoro e la ricchezza delle sue aziende.
E quella ricchezza, la redistribuiva nella zona, abbellendo la città, sovvenzionando opere pubbliche e manifestazioni culturali, aiutando amici e concorrenti, consapevole che nel mondo solo due cose sono veramente infinite, l'amore e la ricchezza.
Era veramente una grande persona!
Un giorno mi attese, per chiedermi che cosa volessi fare da grande...Io ci pensai un pò e risposi che volevo diventare come lui, ma non avevo la sua cultura e la sua ricchezza, e il babbo diceva che noi eravamo poveri...
Il mio padrone ascoltò le mie credenze, tanto lontane dalla realtà, e mi suggerì:
''Se adesso sei povero, non vuol dire che lo sarai per sempre.
Se adesso non sai fare una cosa, non vuol dire che tu non sia in grado di impararla.
Se oggi non sei come vorresti essere, non vuol dire che non lo potrai essere domani.
Guarda cosa puoi fare oggi, con quello che hai a disposizione.
E comincia ad agire:
Non è difficile realizzare il tuo sogno, se questo è il tuo sogno''
Quelle poche parole, fecero cadere il velo dai miei occhi e la notte seguente, stabilito il mio obbiettivo, valutai quello che avevo a disposizione per fare il primo passo verso la realizzazione del mio sogno.
Chiesi al babbo una carriola di legno, la pulii, la verniciai con colori sgargianti, ci dipinsi un sole, un paesaggio toscano, la rifinii con un arco fiorito e una insegna che parlava da sola..
I PENSIERI DEL SOLE
Un capolavoro....
però non avevo la merce da vendere, i libri.
Pensai alle parole che mi aveva detto il padrone, e la mente si illuminò.
Avevo un unico oggetto da vendere, il mio quaderno di appunti.
Ne feci dieci copie, trascritte a mano, con una bella grafia, ricordando le imprese dei monaci amanuensi del medioevo, grazie alle quali, erano stati salvati tanti libri dall'oblio e dalla rovina.
E la domenica mattina, malgrado la vergogna di mia madre,
dopo la messa, accampai la mia carriola con i miei manoscritti, in bella mostra sulla piazza della città.
Attirai la gente grazie all'aiuto di un altoparlante, costruito con un imbuto di ferro che avevo sottratto dalla cucina della nonna. Facendo da strillone, leggevo i miei appunti ad alta voce, e ne decantavo le parole.
Un vero successo!
Vendetti tutte le copie, ad un prezzo più alto della media dei libri in circolazione, puntando sul fatto che erano introvabili e scritti a mano.
Lo feci per un anno, tutte le domeniche, mentre il pomeriggio tornavo nella biblioteca, leggendo, scrivendo e trascrivendo e pensando al mio secondo passo.
Ormai, avevo abbastanza soldi, per andare in una tipografia e pagare per la stampa del mio libro, che, vista la qualità dei suoi contenuti, fu facilmente venduto grazie al passaparola di chi ne aveva avuto enormi benefici.
Quei soldi che guadagnavo, non li spendevo in oggetti lussuosi, ma li mettevo da parte per il terzo passo.
Ero ormai adulto e mi sarebbe piaciuto mostrarmi più ricco alle donne che corteggiavo e che magari preferivano il tipo alla moda, mentre io viaggiavo ancora con la mia carriola!
Ma avevo il mio obbiettivo sempre davanti agli occhi!
Il vecchio tipografo, andava in pensione e mi propose di acquistare la sua attività.
Per chiunque, non sarebbe stato un grande affare.
Buttare tutti i miei risparmi su una stamberga di laboratorio, il cui proprietario aveva lavorato ogni giorno della sua vita, senza mai raggiungere la libertà finanziaria!
Ma io vedevo oltre.
Firmai il contratto, e dopo aver pagato la cifra, cominciai il mio lavoro....
Chi aveva letto il manoscritto o il libro successivamente, aveva iniziato una sua attività e aveva bisogno della pubblicità per farsi conoscere.
E si rivolsero tutti alla mia tipografia!"
Il libraio interrompe il suo racconto, da un occhio all'orologio e mi dice:
"Bimba, abbiamo saltato il pranzo e tu devi iniziare a lavorare!
Per oggi basta con i miei racconti.
Ci vediamo il prossimo mercoledì allora?
Porterò dei libri, speciali, proprio per te!"
Guardo anch'io l'ora, il tempo è passato e devo riprendere la mia attività, ma vorrei sapere ancora..
"Avrai tutto il tempo per realizzare il tuo sogno, ma lo farai quando il tempo e le circostanze saranno mature...
Intanto comincia a leggere i libri giusti, come ho fatto io..."
Raccoglie con cura i suoi libri, lo accompagno alla macchina, ci salutiamo e ci diamo appuntamento per il mercoledì successivo, orario pranzo.
Risalgo le scale, entrano già i clienti del pomeriggio e ho fame!
Ma dentro il mio cuore, si fa salda la convinzione che questo lavoro, cercato con tanta fatica e finalmente arrivato, è il posto giusto da cui partire per realizzare il mio sogno!
"Ciao Libraio Magico.
Al prossimo mercoledì"
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