Osserva il problema e trova la soluzione
Ogni problema ha una soluzione, e se non ne ha non è un problema.
La vita di ognuno è segnata da incognite e difficoltà.
Importante, è soffermarsi e osservare, e dalla lettura dell'incognita, trarre la soluzione.
Affrontare il problema, anche se in maniera sbagliata porta a crescita, e il fallimento è un tesoro di cui fare buon uso.
Fondamentale è uscire dalla zona di confort, in cui tutti vorrebbero farci restare, e rischiare, spesso da soli, e contro il comune buon senso, per seguire la nostra visione.
Imparare a usare l'ostacolo per crescere attraverso di esso, trarne opportunità di conoscenza e di abilità.
Imparare a fare, a creare, ad essere maker della propria esistenza e del proprio lavoro, sia che tu sia dipendente o imprenditore.
Non mi piace la parola dipendente, anche se lo sono, in quanto impiegata, e la mia situazione economica e lavorativa dipende dalle decisioni altrui, quelle dell'imprenditore, ma se analizzo più a fondo, mi rendo conto che il titolare dipende dal mio lavoro, dai suoi clienti, dai suoi fornitori, dallo stato...
Siamo nella stessa condizione e con l'obbligo morale di portare avanti al meglio la propria comunità locale, la propria azienda, in un mondo globale, dove il negozio storico, rischia di chiudere a causa della concorrenza delle multinazionali dell'e commerce.
Ho visto insegne spente e serrande sbarrate, con appesa la scritta ormai consueta "Chiusi per Amazon"...
e ho sentito i commenti ingenui, di coloro che si sentono con le spalle coperte, solo per aver creato a loro volta un e commerce...
Se pensiamo di combattere una guerra, con le stesse armi dei colossi, non faremo altro che alimentarne il potere, regalando loro i soldi delle campagne pubblicitarie, che saranno sempre più costose ma meno utili.
Osserviamo il nostro terreno di scontro e cambiamo strategia, senza rammarichi, senza ripensamenti, e velocemente.
Il piccolo, ha i vantaggi di nascondersi meglio ed essere più veloce da sempre.
Il grande crolla spesso sotto il proprio peso e la propria ingordigia.
La storia ci insegna. Gli imperi del passato non esistono più, mentre le città, che questi hanno voluto sottomettere, ci sono ancora.
Le città sono nate grazie ai mercati, luoghi di scambio di merci e di incontro di culture, luoghi in cui l'affare era sancito da uno sguardo e da una stretta di mano.
Allora, ho visitato il mercato cittadino e ho osservato che li, il tempo, sembra non essere passato.
I commercianti, si aiutano tra loro, attirano i clienti, parlando e raccontando, facendo provare la merce e facendo assaggiare.Sono semplicemente umani e trasmettono emozioni e calore.
Ecco la soluzione, ritornare mercato, comunità, parte di una città a cui offrire servizi e prodotti utili.
Generare interesse su quello che facciamo e che vendiamo, creando contenuti e sensazioni.
I prezzi sono ormai alla portata di tutti, ma quello che ci distingue dagli altri, sono gli argomenti.
E se vogliamo essere presenti nel mondo di internet, possiamo farlo semplicemente generando articoli, siti e blog anche gratuitamente, senza scomodare i programmatori, usando wordpress e blogger.
Possiamo avere la nostra televisione privata usando you tube, oppure creare una radio tutta nostra grazie ai podcast.
Comunichiamo, come al mercato!
Strilliamo se necessario, come al mercato!
Facciamo sentire la nostra voce, come al mercato!
Invitiamo la gente, come al mercato!
E non abbiate paura di essere ridicoli o poco professionali, la posta in gioco è molto alta e non c'è tempo per attendere la realizzazione di un sito, che sarà vecchio, al momento del suo lancio.
C'è un mondo parallelo, on line che corre, impariamo a cavalcarlo, invece che esserne vittime.
Impariamo ad usare gli strumenti gratuiti che la tecnologia ci offre e farne buon uso grazie al nostro ingegno e alle nostre intuizioni.
Quindi guardiamo il mondo, osserviamolo con attenzione e agiamo: L'uomo che sposta le montagne, comincia portando via i sassi più piccoli.
La vita di ognuno è segnata da incognite e difficoltà.
Importante, è soffermarsi e osservare, e dalla lettura dell'incognita, trarre la soluzione.
Affrontare il problema, anche se in maniera sbagliata porta a crescita, e il fallimento è un tesoro di cui fare buon uso.
Fondamentale è uscire dalla zona di confort, in cui tutti vorrebbero farci restare, e rischiare, spesso da soli, e contro il comune buon senso, per seguire la nostra visione.
Imparare a usare l'ostacolo per crescere attraverso di esso, trarne opportunità di conoscenza e di abilità.
Imparare a fare, a creare, ad essere maker della propria esistenza e del proprio lavoro, sia che tu sia dipendente o imprenditore.
Non mi piace la parola dipendente, anche se lo sono, in quanto impiegata, e la mia situazione economica e lavorativa dipende dalle decisioni altrui, quelle dell'imprenditore, ma se analizzo più a fondo, mi rendo conto che il titolare dipende dal mio lavoro, dai suoi clienti, dai suoi fornitori, dallo stato...
Siamo nella stessa condizione e con l'obbligo morale di portare avanti al meglio la propria comunità locale, la propria azienda, in un mondo globale, dove il negozio storico, rischia di chiudere a causa della concorrenza delle multinazionali dell'e commerce.
Ho visto insegne spente e serrande sbarrate, con appesa la scritta ormai consueta "Chiusi per Amazon"...
e ho sentito i commenti ingenui, di coloro che si sentono con le spalle coperte, solo per aver creato a loro volta un e commerce...
Se pensiamo di combattere una guerra, con le stesse armi dei colossi, non faremo altro che alimentarne il potere, regalando loro i soldi delle campagne pubblicitarie, che saranno sempre più costose ma meno utili.
Osserviamo il nostro terreno di scontro e cambiamo strategia, senza rammarichi, senza ripensamenti, e velocemente.
Il piccolo, ha i vantaggi di nascondersi meglio ed essere più veloce da sempre.
Il grande crolla spesso sotto il proprio peso e la propria ingordigia.
La storia ci insegna. Gli imperi del passato non esistono più, mentre le città, che questi hanno voluto sottomettere, ci sono ancora.
Le città sono nate grazie ai mercati, luoghi di scambio di merci e di incontro di culture, luoghi in cui l'affare era sancito da uno sguardo e da una stretta di mano.
Allora, ho visitato il mercato cittadino e ho osservato che li, il tempo, sembra non essere passato.
I commercianti, si aiutano tra loro, attirano i clienti, parlando e raccontando, facendo provare la merce e facendo assaggiare.Sono semplicemente umani e trasmettono emozioni e calore.
Ecco la soluzione, ritornare mercato, comunità, parte di una città a cui offrire servizi e prodotti utili.
Generare interesse su quello che facciamo e che vendiamo, creando contenuti e sensazioni.
I prezzi sono ormai alla portata di tutti, ma quello che ci distingue dagli altri, sono gli argomenti.
E se vogliamo essere presenti nel mondo di internet, possiamo farlo semplicemente generando articoli, siti e blog anche gratuitamente, senza scomodare i programmatori, usando wordpress e blogger.
Possiamo avere la nostra televisione privata usando you tube, oppure creare una radio tutta nostra grazie ai podcast.
Comunichiamo, come al mercato!
Strilliamo se necessario, come al mercato!
Facciamo sentire la nostra voce, come al mercato!
Invitiamo la gente, come al mercato!
E non abbiate paura di essere ridicoli o poco professionali, la posta in gioco è molto alta e non c'è tempo per attendere la realizzazione di un sito, che sarà vecchio, al momento del suo lancio.
C'è un mondo parallelo, on line che corre, impariamo a cavalcarlo, invece che esserne vittime.
Impariamo ad usare gli strumenti gratuiti che la tecnologia ci offre e farne buon uso grazie al nostro ingegno e alle nostre intuizioni.
Quindi guardiamo il mondo, osserviamolo con attenzione e agiamo: L'uomo che sposta le montagne, comincia portando via i sassi più piccoli.